Tre ore di escursione per una notte sotto le stelle
< Storia dell’utente·Vol.20 >
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Benvenuti alla ventesima edizione della nostra serie User Story.
Questa volta ci spostiamo sul Monte Vettore, in Italia, dove Giorgio Castelli (@giraffone92) ha fatto un’escursione di tre ore per trascorrere una notte sotto le stelle, usando NOMAD per fotografare la Via Lattea sopra un rifugio di montagna, combinando esposizioni RGB e H-alpha con inseguimento e un primo piano roccioso accuratamente composto.
🏔️ La Via Lattea sul Monte Vettore
Il 19 luglio, io e Gianluca, un amico con cui condivido la passione per l’astrofotografia, abbiamo deciso di trascorrere una notte sul Monte Vettore (Marche, Italia) per fotografare la Via Lattea.
Con l’attrezzatura fotografica e i sacchi a pelo, nel pomeriggio abbiamo iniziato un’escursione di tre ore per raggiungere il Rifugio Tito Zilioli.
Abbiamo scelto di non portare una tenda, per viaggiare leggeri e trascorrere la notte all’aperto sotto le stelle.
Una volta arrivati a destinazione, ci siamo goduti il tramonto sulle cime circostanti e, al calare del buio, abbiamo iniziato a cercare la composizione migliore per la nostra immagine.
Verso le 00:30, il centro galattico si sarebbe allineato dietro il rifugio, creando una splendida composizione.
Durante l’attesa, abbiamo gustato una cena semplice ma deliziosa, a base di panini farciti con salumi e formaggi locali, godendoci il silenzio delle montagne e l’oscurità che avvolgeva gradualmente il paesaggio.
Dopo cena, abbiamo iniziato a fotografare il primo piano. Abbiamo posizionato la fotocamera molto vicino al suolo, per includere non solo il rifugio ma anche le rocce in primo piano, la cui forma guida naturalmente lo sguardo dell’osservatore verso il soggetto principale.
Siamo poi passati a fotografare la Via Lattea, catturando prima i dati RGB e successivamente quelli H-alpha per mettere in risalto le nebulose a emissione all’interno del piano galattico.
È stata una serata meravigliosa trascorsa con un amico, un’occasione per sfuggire al caldo estivo della città, ritrovare il contatto con la natura e godersi uno splendido cielo stellato da uno dei luoghi più suggestivi degli Appennini.
🌌 Sessione fotografica
1. Focus stacking per un primo piano nitido
Poiché le rocce in primo piano si trovavano a pochi centimetri dall’obiettivo, una singola esposizione non sarebbe bastata a mantenere a fuoco l’intera inquadratura.
Per questo motivo, ho usato una tecnica di stacking della messa a fuoco composta da tre immagini scattate con punti di messa a fuoco diversi. Ogni scatto è stato realizzato con le seguenti impostazioni: 3 minuti, f/4, ISO 800.
2. Forcella di esposizione per le luci dei villaggi
Un’altra difficoltà era gestire le luci dei villaggi visibili sullo sfondo.
Con l’esposizione corretta per la capanna, le luci del paese risultavano fortemente sovraesposte, con alcune zone quasi completamente bruciate.
Per recuperare le alte luci, ho realizzato una forcella di esposizione di sette fotogrammi, riducendo progressivamente il tempo di esposizione in ogni scatto.
3. Acquisizione dei dati RGB e H-alfa
L’acquisizione del cielo è stata suddivisa in due fasi.
La prima comprendeva i dati RGB: 20 esposizioni tracciate da 1 minuto ciascuna a f/2.8 e ISO 800.
La seconda fase comprendeva i dati H-alfa: 5 esposizioni tracciate da 3 minuti ciascuna a f/2.8 e ISO 3200.
🖥️ Post-produzione
1.Impilamento del primo piano e fusione delle esposizioni
Ho iniziato combinando in Photoshop le tre immagini del primo piano per ottenere un’immagine nitida dalla parte anteriore a quella posteriore.
Poi, lavorando con più livelli in Photoshop, ho unito le esposizioni a forcella per recuperare le alte luci dei villaggi in lontananza e ottenere un’esposizione equilibrata.
2.Impilamento RGB e regolazioni del colore
Poi ho elaborato il cielo, iniziando dai dati RGB. Con PixInsight ho impilato le esposizioni della Via Lattea e ho trasferito l’immagine in Photoshop per correggerne i colori.
Ho inoltre aumentato il contrasto della Via Lattea usando le regolazioni delle curve e tecniche selettive di schiaritura e scurimento.
3.Integrazione H-alfa e fusione finale
Ho poi impilato le esposizioni H-alfa in PixInsight, le ho allineate ai dati RGB con Register e le ho combinate per valorizzare le nebulose a emissione presenti nella regione del Centro Galattico.
Infine, ho unito in Photoshop le immagini completate del primo piano e del cielo, abbinando attentamente colori e tonalità per creare una transizione naturale e armoniosa tra la terra e il cielo.
Elenco dell’attrezzatura |
|
|---|---|
| Fotocamera per il paesaggio | Sony A7 IV |
| Fotocamera per il cielo | Sony A7 III (modificata per l’astrofotografia) |
| Obiettivo | Sony FE 16–35 mm f/2.8 GM |
| Inseguitore | Move Shoot Move NOMAD |
| Allineamento polare | Kit per allineamento polare laser Move Shoot Move |
| Filtro H-alfa | Astronomik 12 nm |
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